La scrittura si evolve

alfabeto

La scrittura si evolve

La prima linea tracciata dall’uomo su una roccia rappresentò un solco indelebile nello sviluppo della consapevolezza umana.

I primi alfabeti della storia non sono altro che l’evoluzione di quel segno originale.

Le immagini e i disegni che fino ad allora avevano rappresentato l’unica forma di comunicazione scritta venivano scalzati da un nuovo e potente mezzo, la scrittura. Con il passare dei secoli la scrittura si evolse per aderire alle mutate esigenze dei tempi fino ad arrivare ai giorni nostri, all’era dell’informazione.

Lo scambio di informazioni che avviene al giorno d’oggi è incredibile e contiene una quantità di dati incalcolabile, motivo per cui i sistemi di scrittura tradizionali si rivelano inadeguati.

La mappa mentale ha il grande pregio di riuscire a “tradurre” questo enorme flusso di informazioni e di sintetizzarlo in spazi ragionevoli e facilmente consultabili. In realtà la novità consiste nel rendere fruibile questa tecnica a tutti, perché i grandi geni del passato, come Leonardo da Vinci, usavano già una strategia simile per organizzare i propri appunti.

In sintesi, si può affermare che il trucco consiste nel riuscire a utilizzare contemporaneamente le potenzialità degli emisferi destro e sinistro del cervello, cosa del tutto inusuale per la maggior parte delle persone.

Le mappe mentali rendono semplice l’uso simultaneo di scrittura, creatività, linearità, immagini, analisi, simboli, associazioni, codici, gerarchie, e di tutte quelle abilità che spesso restano inutilizzate, a volte addirittura sconosciute.

Nell’inverno del 1973 il biologo e fisiologo russo Pyotr Kuzmich Anokhin (1898- 1974) dell’Università di Mosca presentò una relazione, risultato di decenni di ricerche, sulla natura delle cellule cerebrali, nella quale affermava l’assenza di limiti del potenziale del cervello umano nel creare associazioni: i circa 10 miliardi di neuroni che lo compongono possono formare nello stesso istante, sinapsi con più di 10.000 altri neuroni. Da ciò prende avvio la teoria del “Radiant Thinking” che riproduce lo schema di pensiero del cervello umano, assimilandolo a un potente meccanismo che crea associazioni che a loro volta si ramificano; partendo da un numero elevatissimo di dati, i pensieri si intrecciano, si combinano e si irradiano in infinite direzioni. La mappa mentale permette di raffigurare su un semplice foglio di carta l’immensa complessità del nostro pensiero, in quanto rappresenta l’espressione grafica dell’architettura fisica del cervello.

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