La ricetta del successo: STRATEGIE E RISULTATI – terza parte

La ricetta del successo: STRATEGIE E RISULTATI – terza parte

Ed eccoci alla conclusione del percorso.

Abbiamo già visto l’importanza degli obiettivi e della motivazione, è giunto il momento di chiamare in campo la strategia.

È l’ultimo ingrediente fondamentale che necessariamente accompagna ogni impresa di successo.

Inutile sottolineare quanto sia importante padroneggiare gli strumenti adatti al raggiungimento di un obiettivo, nel nostro caso apprendere.

Chi pensa che studiare sia solo questione di impegno non ha chiaramente mai applicato una tecnica di apprendimento rapido e non ha di conseguenza sperimentato gli enormi benefici che se ne traggono.

Non vogliamo spendere molte parole sulle strategie di apprendimento rapido poiché ne parliamo spesso; ci basterà considerare il ruolo importante che ricoprono nel raggiungimento di una meta.

provaAnche soltanto per andare dal punto A al punto B il modo migliore è quello di tracciare un percorso che ottimizzi i tempi e le risorse; perché con un capitolo di storia, economia, diritto o anatomia dovrebbe essere diverso?

Ciò che faremo sarà semplicemente valutare le risorse a disposizione e le necessità da soddisfare.

Una volta stabilite le strategie da mettere in atto non ci rimane che agire.

Il risultato non è altro che la conseguenza delle nostre azioni, non costituisce una scelta nel momento in cui si produce, ma rappresenta l’effetto delle scelte compiute e attuate in precedenza.

Possiamo considerarlo come il metro del successo sul quale celebrare il raggiungimento di una meta o valutare le eventuali azioni correttive.

Rendersi conto del punto in cui ci si trova è utile per capire cosa fare successivamente, per giudicare gli errori commessi e per confermare le strategie produttive; in effetti si può dire che il risultato, nelle piccole parti che lo compongono, è parte del processo.

Per far sì che il risultato non sia solo l’elemento finale di un percorso, ma ne sia anche parte centrale, è necessario creare dei collegamenti fra i comportamenti degli attori e le conseguenze delle azioni che pongono in essere e analizzarli al fine di trarne insegnamenti.

La capacità di analisi di errori e successi è la dote che rende produttivo un risultato.

Quali sono gli elementi da sviscerare a tale scopo? Quali sono le domande che è utile porsi per capire come agire?

La risposta è semplice: qualunque domanda aiuti a migliorare la comprensione riguardo una certa situazione è positiva, mentre le domande orientate a colpevolizzare, a recriminare o a polemizzare, sono quelle che fanno solo perdere tempo.

Se fossimo una piccola azienda potremmo dire che delineare le responsabilità è comunque utile per migliorare il comportamento dei singoli fattori produttivi.

 

Se per esempio fossimo stati bocciati a un esame perché impreparati a causa della mancanza di tempo, potremmo porci domande del tipo:

  • Come posso impiegare meno tempo a studiare?
  • In che modo posso sfruttare i tempi morti delle mie giornate?
  • Cosa mi distrae quando studio?
  • Come posso concentrarmi ed essere più produttivo?

Per contro sono totalmente erronee e improduttive domande del tipo:

  • Perché io non riesco a studiare?
  • Perché gli altri ottengono sempre risultati migliori dei miei?

Sono domande da evitare perché non pongono l’attenzione su una possibile soluzione, ma solo sul problema; inoltre rivelano un atteggiamento passivo e vittimista.

Le domande sono lo strumento migliore per indirizzare il focus in maniera produttiva.

In definitiva il risultato è una parte importante del processo di avvicinamento a un obiettivo, e come per tutto il resto, sta a noi scegliere se accettarlo passivamente o utilizzarlo a nostro vantaggio.

Come avrai capito tutto può essere migliorato, con le strategie giuste.

 

Che tu creda di riuscire o di non riuscire avrai comunque ragione.

Henry Ford

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