Dimmi cosa pensi e ti dirò cosa senti

Dimmi cosa pensi e ti dirò cosa senti

Ciò che pensiamo è ciò che realizziamo!
I momenti piacevoli della vita sono quelli in cui pensiamo in positivo e proviamo sensazioni positive, purtroppo però non tutti i giorni ci riservano momenti di gioia.

E se ti capitasse di dover affrontare una piccola crisi?
Sarebbe molto facile puntare il dito verso qualcuno e attribuire le responsabilità dei nostri malesseri ad altri, ma non sarebbe né giusto né tanto meno produttivo.

L’unica cosa che possiamo fare è agire su noi stessi, sui nostri comportamenti e su tutto ciò che è sotto il nostro controllo, ma in questa categoria non rientrano certo le altre persone.

Scaricare su altri le nostre responsabilità ci spoglia automaticamente anche del nostro potere decisionale, e questo ci fa sentire intrappolati in una situazione che vive indipendentemente dalla nostra volontà, motivo per cui produciamo “pensieri stressanti”.

In circostanze difficili è utile chiedersi qual è il lato positivo, cosa si può imparare, a quali delle nostre risorse possiamo fare appello e così via.

Questi pensieri, detti “ristrutturanti” perché danno a una certa situazione una connotazione positiva, li chiameremo “energetici”.

Quando eravamo piccoli, la soluzione di un problema nuovo comportava un po’ di stanchezza ma al tempo stesso produceva tanta energia e soddisfazione.

Einstein ha scritto la formula, a tutti ben nota, secondo cui un corpo in movimento crea energia; lo stesso avviene per una persona in crescita che, abbattendo e affrontando i propri limiti, riesce a produrre energia sia mentale che fisica.

Il potere dell’entusiasmo supera qualsiasi competenza!

Ogni “prima volta” comporta un maggior grado di difficoltà rispetto alle “volte successive”.

È un fatto normale, così come lo è migliorare a ogni “ripetizione” e creare dentro di noi il riferimento di essere perfettamente e tranquillamente in grado di affrontare ogni eventuale imprevisto.

Pensa al bambino che si avvicina per la prima volta alla matematica e riesce a svolgere gli esercizi senza difficoltà: con il passare del tempo, ogni volta che dovrà risolvere un problema di matematica, sarà tranquillo grazie alla consapevolezza di esserci già riuscito tante volte.

Fotolia_39026809_MCosì, i riferimenti positivi creati in precedenza avranno un effetto rassicurante in relazione ai nuovi problemi da affrontare.

Questo tipo di pensiero riguarda l’autoaffermazione: infatti, ogni volta che il bambino si avvicinerà alla matematica, sarà sereno perché la sua mente avrà già superato molti limiti in quel campo.

È chiaro che i “successi” che otterrà andranno ad aumentare la sua autostima, per questo si parla di autoaffermazione.

È normale ricercare il successo perché offre soddisfazione, gratificazione, sicurezza e importanza.

Riassumendo possiamo dire che ci sono tre grandi categorie di pensieri:

A.  Stressanti: sono i pensieri a cui la mente non può dare una vera e propria soluzione poiché vanno a coinvolgere delle sfere esterne a noi.

B.  Energetici: sono quei pensieri stressanti che però vediamo sotto una prospettiva più positiva; si tratta di situazioni risolvibili, anche se con qualche difficoltà.

C.  Autoaffermanti: sono i pensieri che riguardano le aree di forza personale, non li viviamo come veri problemi ma come compiti da svolgere; contribuiscono a rafforzare la nostra opinione riguardo l’argomento cui si riferiscono.

Come forse avrai intuito, i pensieri di tipo B e C sono produttivi di sensazioni positive, cosa che non si può certo affermare per i pensieri stressanti appartenenti al tipo A.

Il mio obiettivo in questo momento è farti comprendere quante volte siamo schiavi di pensieri improduttivi e come sia possibile fare un salto di mentalità che ci permetta di vivere al meglio le nostre giornate.

 

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